XLVI Concorso Letterario del CONI PDF Stampa E-mail
Scritto da GRGS   
Mercoledì 04 Luglio 2012 09:44

La Commissione Giudicatrice per il XLVI Concorso Letterario indetto dal CONI si è riunita il 3 luglio 2012 al Foro Italico. La Commissione, presieduta dal Prof. Walter Pedullà e composta da Valerio Bianchini, Giorgio Cristallini, Piero Mei, Giancarlo Padovan, Paola Pigni e Roberto Rosseti, dopo aver esaminato e discusso le opere presentate, ha assegnato all'unanimità i seguenti premi:

Sezione Narrativa1° Premio a Enrico Maida e Fulvia Strano per "Il Talento di Francesco" (Edillet)2° Premio a Stefano Ferrio per "La partita" (Feltrinelli)Segnalazioni particolari a Gianfelice Facchetti per "Se no che gente saremmo" (Longanesi) e a Dario Torromeo per "Meraviglioso" (Absolutely Free)

Sezione Saggistica1° Premio a Stefano Jacomuzzi, Giorgio Viberti e Paolo Viberti per "Storia delle Olimpiadi" (Edizioni Sei)2° Premio a Giorgio Cimbrico per "Gli implacabili" (Absolutely Free)Segnalazioni particolari a Paolo Alberati per "Giannetto Cimurri - la manosanta dei campioni" e a Maria Cannella, Sergio Giuntini e Marco Turinetto per "Sport e Stile" (Edizioni Skira)

Sezione Tecnica1° Premio ad Alex Schwazer per "Quelli che camminano" (Mondadori)2° Premio a Tiziana Pikler per "Il gioco e lo sport nelle arti pittoriche" (Giropress)Segnalazione particolare a Matteo Rampin per "Lo Sport da collo in su" (Scuola di palo alto)

 
Alè Calais: il calcio a teatro PDF Stampa E-mail
Scritto da Giacomo Carioti   
Lunedì 07 Maggio 2012 19:28
 
 Marianella Bargilli porta il calcio a teatro, da Parigi (dove ha debuttato lo scorso anno) a Roma, con ALE' CALAIS di Osvaldo Guerrieri,al Teatro Quirinetta di Roma.
Lo spettacolo racconta l’irresistibile ascesa di una squadra di dilettanti fino alla finale della Coppa di Francia. Un evento clamoroso che è ancora nel cuore dei tifosi di tutta Europa.
La più incredibile impresa sportiva all’alba del nuovo secolo: una squadra del profondo Nord della Francia, che prende il nome da Calais, cittadina un tempo florida e famosa come passaggio obbligato per l’attraversamento della Manica ed ora saltata a piè pari da un famigerato tunnel, sfida il 7 maggio del 2000 il grande Nantes allo “Stade de France” per la finale di Coppa. I più sfigati, negletti e improbabili giocatori di Francia, commessi, operai, elettricisti, battono una dopo l’altra una decina di squadre, tra cui l’eccellenza del calcio mondiale: Strasburgo, Bordeaux, Cannes. Un miracolo: Davide contro Golia, Leonida alle Termopili.
Calais, siamo nella provincia dimenticata della Francia, ma potrebbe essere una qualsiasi cittadina italiana, di quelle di cui si sente parlare solo per qualche efferato ma sporadico delitto passionale. Non accade nulla, nulla sembra poter accadere. Un vento spietato spazza via desideri e sogni. Una squadra di calcio non professionista ma molto affiatata riesce poco a poco a conquistare punteggi in campionati prima locali poi provinciali fino ad arrivare alla finale, a Parigi.
Tutti, dal sindaco, al prete, dalla pasticcera, alla maestra, dimenticando colori politici e vecchie antipatie si ritrovano uniti a fare il tifo, un tifo sempre più caldo, partecipe. Finalmente la gente si parla, unisce le forze, rinasce l’orgoglio d’appartenenza. Migliaia di calesiani invadono Parigi con pullman e treni speciali. Ragazzini, vecchi, famiglie intere, sotto la pioggia, il freddo, con il pranzo al sacco e un sogno nel cuore: vincere. Vincere la Coppa. Essere primi. Sbaragliare l’avversario famoso, forte, osannato dal pubblico e dalla stampa.
Fino all’ultimo la vittoria sembra a portata di mano ma in finale un goal controverso fa vincere ancora una volta i più forti. Eppure qualcosa è successo, qualcosa che va ben oltre il calcio, ben oltre lo sport. Nessuno impreca, nessuno si sfoga sugli altri. Calais in fondo ha vinto, perché è arrivata fino in fondo, a testa alta, compatta.
Di questa avventura entrata nella storia, Marianella Bargilli, è il moderno cantastorie. Diretta da Emanuela Giordano e sulle musiche trascinanti di un trio d’archi sui generis (il il Trio Bubez: Ermanno Dodaro, Francesca Taviani, Massimo De Lorenzi), restituisce il fuoco e la dolcezza di un’epopea che, apparentemente sportiva, esalta soprattutto la dignità umana e la spinta al riscatto civile. Non è il resoconto di una partita, ma il vitalistico sogno di una comunità che vuol risorgere attraverso lo sport. Sono le voci della gente comune, della maestra di scuola, del prete, della cioccolataia, del giornalaio, che progressivamente, con la forza del vento che lassù non smette mai di soffiare, sussurrano e alla fine gridano “Alè Calais”.
 
 
AL VIA IL CONCORSO LETTERARIO ED IL CONCORSO PER IL RACCONTO SPORTIVO DEL CONI PDF Stampa E-mail
Scritto da GRGS   
Martedì 14 Febbraio 2012 12:56

Il Comitato Olimpico Nazionale Italiano rinnova la propria tradizione culturale con l'emissione dei bandi del XLVI Concorso Letterario e del XLI Concorso del Racconto Sportivo. Il Concorso più antico, che ha contribuito negli anni alla produzione letteraria di contenuto sportivo e dato nuovo impulso agli studi specializzati in materia di sport, offre la possibilità agli autori italiani di partecipare, entro il 16 aprile 2012, con le opere editate nel 2011 nelle tre sezioni: 1) Narrativa - libri di poesie, romanzi o raccolte di racconti di pura creazione con argomento sportivo; 2) Saggistica - monografie, studi storico-letterari, biografie e simili, sempre di argomento sportivo; 3) Tecnica - studi specializzati in materia di sport.

Il Racconto sportivo si propone di promuovere e divulgare un genere narrativo sempre più diffuso. Chi ha già pubblicato un testo nel 2011 e chi ha invece realizzato un'opera inedita, entro il 16 aprile 2012, potrà inoltrare il proprio racconto seguendo le indicazioni dei bandi. Dopo il successo della scorsa stagione è stata confermata la presenza del premio "Under 18", riconosciuto all'autore del miglior racconto sportivo scritto da un giovane nato dopo il 1° gennaio 1993.

 
Il "cucchiaio" di Totti? Questione di fisica PDF Stampa E-mail
Scritto da GRGS   
Lunedì 09 Gennaio 2012 15:21

di Giacomo Carioti

 

Per i tifosi, le emozioni sono la sostanza della passione per il calcio; mentre il calcio giocato non è fatto soltanto di emozioni, ma anche di numeri che aiutano a capire di cosa è fatta la magia di questo gioco, ed il fascino derivante dalle mirabolanti imprese che lo caratterizzano.

A che velocità può viaggiare un pallone? Quale è la probabilità di segnare un rigore? E perché la palla a volte devia dalla sua traiettoria naturale, consentendo di realizzare gol «impossibili»?

Come ogni fenomeno, anche il calcio obbedisce a leggi naturali studiate dalla fisica e dalla matematica, che risultano essenziali per comprendere davvero ciò che succede sul campo. Chissà se Francesco Totti si è mai chiesto calciando il suo famoso “cucchiaio” a che cosa sia dovuto l’effetto che imprime alla palla. Genio calcistico? Talento? Certamente, ma non solo.

Quanto a Maradona, anche se non ha preso il Nobel della fisica per il goal all’Inghilterra nella semifinale mondiale dell’86, resta il fatto che quella progressione dalla metà campo, tutta corsa, dribbling e tiro, è la sintesi ideale una serie di fenomeni fisici… Insomma, dal tackle alla rimessa laterale, dalla rabona alla rovesciata (“il gesto più folle del calcio”), ciascuna azione, ciascun gesto atletico in campo, rispondono a precise leggi della fisica che si possono addirittura (teoricamente, questo è ovvio) prevedere e calcolare.

Che cos’è quindi un colpo di testa che va in rete? Una impresa da applauso, ma al tempo stesso una classica applicazione della “teoria degli urti”. E il tiro a rientrare? Un delirio per gli spalti, …dovuto all’”Effetto Magnus”.

Ora abbiamo finalmente la possibilità di approfondire, con l’aiuto della scienza, il legame che unisce la straordinaria capacità dei campioni alla concreta fattibilità delle loro prodezze, in termini fisici e matematici. Infatti, tutti i processi che governano il gioco − dai diversi modi in cui si può colpire la palla alla biomeccanica dei tiri più acrobatici, fino alle illusioni ottiche che ingannano giocatori e arbitro − sono stati minuziosamente analizzati, da due studiosi, Nicola Ludwig e Gianbruno Guerrerio, che li hanno descritti e raccolti nel libro “La Scienza nel pallone”, svelando così in termini rigorosamente scientifici i segreti dello sport più popolare al mondo. Un testo che spiega come nel calcio ogni gesto atletico, tiro, dribbling, palla che si insacca e persino il tripudio sugli spalti, sono fenomeni che rispondono alle leggi naturali studiate dalla fisica e dalla matematica: più o meno inconsapevolmente Zidane, Baggio e Messi con le loro performance hanno messo in pratica le teorie di Einstein, Galileo e Newton.

Con leggerezza e chiarezza espositiva gli autori di questo libro (edito da Zanichelli nella collana Chiavi di Lettura a cura di Lisa Vozza e Federico Tibone) ci spiegano come un portiere potrebbe improvvisarsi novello Einstein e calcolare l’area di parabilità della sua porta o il tempo di uscita. O come un attaccante potrebbe imprimere più potenza al suo tiro. E ci aiutano a sfatare qualche mito del calcio: ad esempio, è proprio vero che se il pallone è liscio è più veloce? E che se un giocatore è più massiccio calcia con più potenza? In più, quanti di noi sanno che… a piedi nudi i tiri potrebbero essere più forti (anche se poi fanno più male a chi li fa…)? E che un colpo di testa è più potente di un calcio?

 

In conclusione, ora abbiamo a disposizione un modo nuovo e diverso di conoscere ed apprezzare i dettagli del gioco più bello del mondo, anche se non basterà a nessuno leggere questo libro per diventare calciatori di talento. Per quello ci vuole ancora la magia dei campioni…

 
Il Barca - Tutti i segreti della squadra più forte del mondo. PDF Stampa E-mail
Scritto da GRGS   
Lunedì 31 Ottobre 2011 10:54

 

Il Barca - Tutti i segreti della squadra più forte del Mondo. Questo il titolo del libro appena scritto e pubblicato da Sandro Modeo.

La notte del 28 maggio 2011, a Wembley, il Barcellona ha vinto la Champions League battendo il Manchester United. Non è stato un semplice successo sportivo, ma l’irrompere di un’altra dimensione calcistica. Mai come quella notte, il Barcellona ha dimostrato di essere «més que un club». Ed è stato anche il punto culminante di una parabola dalle radici remote, quella del «calcio totale»: un universo vastissimo, che parte da Rinus Michels e Johan Cruijff e passa per pionieri e variantisti, ortodossi ed eretici, tutti accomunati dalla tensione utopica verso un calcio costruttivo e offensivo. Per capire a fondo le caratteristiche di questa galassia, Modeo ci parla delle origini storiche e culturali del totaalvoetbal, ma spazia anche tra discipline in apparenza lontane da quelle sportive, dalla biologia evoluzionistica alla fisica, approdando ad analogie sorprendenti tra il calcio e il comportamento di batteri e anticorpi, o tra la meccanica quantistica e l’avveniristico Barcellona di Guardiola.

 
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