"PROFUMO DI CALCIO SPARITO" - Le bellissime storie di Silio Rossi PDF Stampa E-mail
Scritto da Fiammetta Scimonelli   
Lunedì 27 Febbraio 2017 17:17

 

Il gioco del pallone nel nostro Paese è e rimarrà ancora per molto, e forse per sempre, uno dei protagonisti nella vita di tutti i giorni. Si attende la domenica o, adesso, gli incontri infrasettimanali, per discutere nelle sedi più diverse, dai bar al Parlamento, di quello che è successo o che potrà succedere nelle partite ancora da disputare.

Più di cinquantanni fa si ascoltavano le radioline per carpire i risultati, il lunedì era una corsa alle edicole per leggere della tua squadra del cuore:adesso la Televisione ti informa subito, puoi vedere, capire, criticare; non hai più bisogno di giornalisti interpreti dei tuoi pensieri, non li leggi quasi più.

Peccato, dico io. Altri, più pigri e mano amanti della stampa scritta, diranno: per fortuna. E’ questione di età, di tradizioni, di abitudini, di capacità di respirare il “ profumo” dei giornali.

 Silio Rossi invece, giornalista di calcio, cronista inviato da “Il Tempo” a cinque campionati del mondo,quattro finali di Coppa Campioni, due campionati europei, moltissime gare importanti in Italia e in Europa, propone invece il “Profumo di calcio sparito”

Così si intitola la sua ultima fatica, lanciata da Palombi Editori., che si avvale anche di una presentazione di Gianni Letta e di una prefazione di Alessandro Vocalelli.

 Un libro che si legge di un fiato, che riporta alla  memoria avvenimenti e soprattutto personaggi che sia al vertice che nelle retrovie, hanno contribuito a rendere protagonista il calcio italiano nel mondo.

Silio Rossi lo fa con la semplicità e l’attenzione di un cronista che vuole e riesce a toccare l’aspetto umano delle persone più diverse: da Gianni Agnelli ad Antonio Sibilia e al suo incredibile lavoro nell’Avellino; da Nils Liedholm a Giorgio Chinaglia stabilitosi con la famiglia nel New Jersey; dal Presidente della Repubblica Sandro Pertini alla mancata cena con Agostino Di Bartolomei causa l’imprevedibile tragedia; dal divertente incontro con Maradona alle esperienze di Carlo Mazzone; da Paolo Rossi, trionfatore dei Mondiali 1982 a Costantino Rozzi, presidente dell’Ascoli. Senza dimenticare lo scandalo del Totonero, che vide coinvolti campioni e dirigenti delle diverse società italiane e costò fatiche improbe  alla stampa incaricata di occuparsene.  E poi Federico Sordillo, Umberto Lenzini, Romeo Anconetani e il  Pisa, Ottavio Bianchi e il dfficile periodo romano, Franco D’Attoma e il suo Perugia.

Il volume si conclude con del tutto inedito episodio delle chiamate della Roma per averlo come capo ufficio stampa. Lui, proprio lui che tutti sapevano essere tifoso della Lazio. Nessuna delle tre chiamate andò in porto per motivi interni della società. Esclusioni che Silio Rossi prese ogni volta con il senso dell’umorismo che lo contraddistingue e senza alcun rimpianto.

 

 

 
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